Il momento giusto

Se dico “persona organizzata” quale immagine ti viene in mente? A me, per esempio, si materializza davanti agli occhi l’immagine di una persona indaffarata, in movimento, che si divide tra mille attività.

tempo

Invece no. L’immagine giusta dovrebbe essere quella di una persona seduta a un tavolo, magari con penna e taccuino.

Quello che intendo dire è che l’organizzazione parte, come prima cosa, dalla testa, dal pensiero. Il primo passo è fermarsi un attimo e ragionare sulla scansione della propria giornata.

 La chiave dell’essere organizzati

C’è un unico momento per fare le cose, quello giusto. E quale sia lo conosci solo tu. Esistono varie fasi nella giornata di una persona, momenti in cui l’energia è al massimo, momenti in cui è al minimo. Ci sono orari e impegni inderogabili, momenti di calma, momenti di affanno. E’ importante sedersi al tavolo e essere onesti nei propri confronti. Ripensare alla propria giornata tipo, farsi delle domande, dialogare con sé stessi e domandarsi qual è il momento giusto per fare quella cosa per la quale non troviamo mai il tempo.

Qualche indicazione pratica

  1. Osservare l’andamento dell’energia giornaliera: quando sono al lavoro, qual è la parte della giornata in cui si concentra il massimo del rendimento? Quale invece quella in cui sono maggiormente stanco?
  2. Valutare anche le condizioni esterne: quali sono i momenti di maggiore calma? E quelli in cui è più probabile che le persone abbiano bisogno di me?
  3. Iniziare cominciando a strutturare piccole routines giornaliere facendo alcune cose sempre ad un determinato orario, come ad esempio fare colazione, vestirsi, svuotare la lavastoviglie, controllare la posta elettronica.
  4. Ampliando la vista sulla settimana, o sul mese, domandarsi quali sono i giorni più adatti per portare a termine determinate commissioni, tenendo conto degli impegni fissi.
  5. Impostare delle routines sulla settimana e sul mese: stabilire il giorno migliore per fare le commissioni, quello per fare la spesa, quello per dedicarsi al lavoro ai  progetti più impegnativi o a quelli più leggeri.
  6. Infine, ascoltarsi, essere flessibili e pronti a modificare i propri piani in base all’evolversi naturale delle giornate o al presentarsi di eventi imprevisti e inattesi.

E tu, hai mai considerato la combinazione fra il tempo e le energie a disposizione, o affronti le situazioni come si presentano senza pianificare in anticipo?

 

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