J come Journaling

J come JournalingQuesta volta andiamo in prestito dall’inglese, lingua in cui questa parola equivale a “tenere un diario”. Non si tratta di fare un tuffo nell’adolescenza, ma di imparare ad utilizzare un potente strumento per migliorare l’organizzazione o addirittura per progredire nella crescita personale.

Certo, l’organizzazione ha un forte aspetto pratico, come più volte abbiamo ribadito, ma per molti versi bisognerebbe approcciarla più come un viaggio che come una meta.

Vediamo insieme in quanti modi diversi possiamo utilizzare, da adulti, questo bellissimo strumento.

Diario di viaggio

Le vacanze sono alle porte e molti di noi non vedono l’ora di trascorrere tanti bei momenti in compagnia dei nostri cari. E’ chiaro che faremo tante foto, ma con il passare del tempo molti ricordi sbiadiranno comunque.

Prima di partire procuriamoci un piccolo quadernino su cui annotare i momenti particolari della vacanza. Possiamo scrivere noi o farne scrivere qualche riga anche ai nostri compagni di viaggio, annotiamo emozioni, cose buffe, informazioni pratiche.

Se ci sono bambini chiediamo anche la loro collaborazione per prendere nota di ciò che più li ha colpiti (i piccoli hanno sempre un punto di vista molto originale). Una volta a casa sarà bellissimo arricchire l’album delle foto scrivendo sotto ad ogni immagine anche un ricordo speciale di quella giornata, tratto direttamente dal nostro journal!

Momenti di vita familiare

Vi è mai capitato di dire “se le avessi scritte tutte, avrei scritto un libro”? Quando i bambini crescono e cominciano a parlare a volte è un vero spasso! Domande curiose o impertinenti, pensieri propri e opinioni personali, visioni del mondo strampalate, primi successi scolastici, traguardi raggiunti … è un universo fantastico!

Ci sono ricordi che possono essere catturati da foto e filmini e altri no, a causa della capacità limitata e selettiva della nostra mente, ma che vale veramente la pena di conservare nel tempo.

Provate a trascrivere tutte le cose buffe o tenere che dice vostro figlio, non ve ne pentirete, sarà bellissimo rileggerle insieme a distanza di anni.

Ecco alcune idee: quando vostro figlio ha iniziato a studiare il passato remoto dei verbi irregolari, l’incomprensibile vocabolario bimbo-italiano dei primi anni, le domande e le esternazioni della fase dei “perchè”. Consigliatissimo anche agli insegnanti!

Esprimere gratitudine

Di motivi per lamentarci ne troviamo sempre in quantità, non abbiamo di sicuro bisogno di pensarci, a differenza delle ragioni per essere grati.

Ogni giorno c’è qualcosa per ringraziare, un grande dono che abbiamo ricevuto, la nostra salute o quella dei nostri familiari, un incontro fortunato o semplicemente una bella giornata trascorsa tutti insieme.

Fermarci un minuto e prendere atto di quello che già abbiamo può dare un grosso impulso a quello che vogliamo cambiare e a valorizzare quello che di buono è già presente nelle nostre vite, ma che a volte corriamo il rischio di dare per scontato.

Pregare

Certamente esiste un modo convenzionale di pregare, nel luogo di culto prescelto con le preghiere che si recitano sempre uguali da centinaia di anni. Ma si può pregare e ringraziare Dio anche in un modo diverso, scrivendo le preghiere con parole che arrivano direttamente dalla nostra anima, ogni giorno.

Comunicare con bambini e adolescenti

Molto spesso, anche a causa dei ritmi frenetici imposti dalla vita moderna, la comunicazione con i propri figli può diventare superficiale e frettolosa. A volte manca proprio il momento giusto per comunicare a livello profondo con i nostri ragazzi.

Altre volte, invece, la comunicazione può essere ostacolata dalle difficoltà legate al carattere, più o meno chiuso o spigoloso, dell’una o dell’altra parte.

Perchè non affidare allora i nostri pensieri ad un quaderno messo sotto il cuscino dell’altra persona, dando il via a un bellissimo rito serale con cui concludere la giornata?

Avere un diario condiviso può aiutare a rinforzare quei legami che, presi come siamo dalle incombenze di tutti i giorni, rischiano di spezzarsi per mancanza di cure quotidiane.

Diario del lavoro

Tenere un diario al lavoro è un modo infallibile per aumentare la produttività, rinforzare la memoria, affinare la precisione e accrescere la propria affidabilità.

Possiamo tenere traccia di ciò che viene svolto giornalmente, di un problema particolare che si è presentato e di come è stato risolto, del prezioso consiglio che ci è stato dato da un superiore o da un collega più esperto.

Possiamo anche registrare stati d’animo in relazione a determinate attività, tenere traccia degli obiettivi raggiunti, di particolari procedure utilizzate o delle checklist che sono necessarie per non commettere errori.

Questi sono solo alcuni degli infiniti modi per utilizzare la tecnica del journaling, ne conosci altri? Hai mai provato a tenere un diario particolare? Scrivi nei commenti come è andata!

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