Come capire quando stai sopportando troppo

Qualche giorno fa mia mamma, 85 anni, è caduta contro un grosso vaso in giardino e si è rotta varie costole. Puoi immaginare il dolore.

È una generazione particolare la sua, abituata a fare di testa propria e spesso cocciuta come i muli.

È andata in ospedale solo giorni dopo — e per puro caso, perché coincideva con un altro controllo. Ovviamente è stata ricoverata subito. La dottoressa al pronto soccorso l’ha definita “una leonessa” per aver sopportato tutto quel dolore senza fare una piega.

Quando sopportare diventa un problema

Sono sincera: mi sono cadute le palle per terra (scusa il francese). Pazienza per mia mamma, ormai non la cambiamo più.

Ma vedere che anche una giovane donna considera la sopportazione un valore, invece che un disagio, mi ha intristito non poco.

Per me è l’opposto: quando mi accorgo che sto sopportando una situazione, mi fermo e mi chiedo chi o cosa me lo sta facendo fare.
Lo leggo come un alert. E ti dirò: la mia soglia di sopportazione si è abbassata negli anni, perché si è alzata quella della consapevolezza.

La trappola della “vocazione al martirio”

Sai perché è pericolosa?
L’arte distruttiva di svalutarsi ti abitua a pensare che tu non vali, che gli altri sono più importanti, che puoi sacrificare la tua felicità.
E se questa idea mette radici, può condizionare ogni aspetto della tua vita.

Non sto dicendo che prima degli altri devi venire tu, in senso egoistico. L’estremo opposto — il senso di superiorità — è ugualmente dannoso.
Quello che conta davvero è proteggere la considerazione di sé, il proprio valore: quella voce che spesso zittiamo quando diciamo “non sono stanca, posso farcela, ancora un pezzettino…”.

Come capire se ci stai cascando anche tu

Fatti questa domanda:
Lascerei mio figlio/genitore/compagno in questa stessa situazione?
Di solito siamo molto più indulgenti con gli altri che con noi stessi.

Riportare l’equilibrio

Prendiamoci del tempo per riflettere e riportare “l’ago dell’ego” in equilibrio: non troppo di qua, non troppo di là.